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"70X.": il numero che ti apre le porte di Internet

a cura di Alessandra Toma

E' in atto una vera e proprio rivoluzione nella madre di tutte le reti: Internet.Si chiama "70X." il nuovo numero telefonico "dedicato", univoco a livello nazionale, con cui gli Internet Service Provider ("ISP") potranno offrire ai propri abbonati l'accesso alla Rete ed ai servizi aggiuntivi ad un costo inferiore rispetto a quello attuale.

Il nuovo piano di numerazione nazionale, che dovrà attuarsi entro il 30 settembre 2001, prevede, infatti, l'impiego di una decade ad hoc per tipologia di servizi offerti (es. servizi di comunicazioni mobili e personali, servizi interni di rete, servizi di addebito al chiamato o di addebito ripartito ecc.) così da promuoverne lo sviluppo e la diffusione, nonché la piena interoperabilità.

Con la Delibera 6/00/CIR, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ("AGCOM") ha sancito che Nell'ambito del nuovo piano di numerazione organizzato per servizi sulla base della prima cifra del numero, la prima cifra 7 viene utilizzata, in modo non esclusivo, per la numerazione per servizi Internet. I singoli servizi legati all'ambito di Internet vengono definiti sulla base delle cifre successive.

L'introduzione di un'apposita numerazione per l'accesso ad Internet, oltre a consentire il trasporto differenziato dati/voce, avrà il vantaggio di permettere all'utente di percepire con maggiore semplicità e chiarezza le peculiarità del servizio impiegato.

Effettuando un confronto tra le caratteristiche intrinseche delle singole numerazioni in decade 7 e tra le opportunità offerte dalle stesse, si evince che la maggior parte degli ISP saranno spinti ad indirizzarsi verso due principali tipologie di numeri "dedicati", ovvero 702 XXXXXXX e 709 XXXXXXX (0≤X≤9):

a)nel primo caso (702.) l'ISP addebiterà il costo della chiamata, in base alla sua durata, direttamente all'abbonato e la fatturazione avverrà, come è stato fino ad oggi, a cura dell'operatore di TLC al quale è attestato l'ISP e con il quale lo stesso abbonato ha un contratto in essere per la linea telefonica;

b) nel secondo caso (709.), l'ISP applicherà all'abbonato una tariffazione specifica e lo fatturerà direttamente, senza ricorrere all'operatore di TLC.

Alla partenza del 70X. si potrà assistere ad una vera e propria corsa degli ISP volta ad ottenere gli archi di numerazione più facilmente orecchiabili/memorizzabili dall'utente, tenendo presente che l'assegnazione avverrà entro 30 gg. dalla ricezione della richiesta e per blocchi di cento numeri contigui da 00 a 99. I servizi appartenenti allo stesso centinaio dovranno avere la medesima tariffa.

Il 2 agosto 2001 l'AGCOM ha individuato nella somma di 20lire/minuto la tariffazione specifica per il 709. , ritenendo che in questo modo gli ISP avranno un nuovo strumento per competere sul mercato dell'accesso ad Internet in piena parità.

Per il commissario dell'AGCOM, Paolo Manacorda, l'offerta approvata garantisce nuove opportunità competitive, a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie tra tutti gli operatori, stabilendo livelli di prezzo tra i più bassi d'Europa (cfr. "Il Sole 24 Ore" del 3 agosto 2001).

L'arco di numerazione 709. potrà risultare vantaggioso per gli ISP sotto un duplice aspetto:

a)     grazie al sistema di fatturazione diretta potranno essere veicolate nuove offerte che prevedano l'addebito dei costi relativi al singolo servizio utilizzato (es. news, accesso a banche dati ecc.) e non anche quelli relativi al costo della connessione telefonica (c.d. offerte semiflat);

b)    gli ISP saranno raggiungibili da tutto il territorio nazionale senza la necessità di creare una propria infrastruttura in ognuno dei 200 e più distretti telefonici italiani.

Da parte sua, Telecom Italia ha annunciato che lancerà a breve il proprio servizio per il 709., denominato "E@sy Net", integrabile con E@sy IP, per la raccolta del traffico Internet originato e consegnato nello stesso distretto sulle numerazioni 709. a cui sono attestati i POP (Point Of Presence) del singolo ISP (cfr. "Il Sole 24 Ore" del 9 agosto 2001).

Stiamo assistendo ad un vero e proprio cambiamento nel mercato di Internet, per cui l'offerta di connessioni che, fino a qualche tempo fa, sembrava l'unica appetibile per l'utente - dato lo scarso interesse dimostrato verso gli altri servizi a pagamento - è destinata a diventare una commodity, una semplice porta d'ingresso ad un nuovo mondo: quello dei contenuti (informazioni, dati, pubblicità), un terreno, quest'ultimo, su cui gli ISP si dovranno confrontare.

Si tratta di una rivoluzione che ha avuto inizio con la proposta all'AGCOM, da parte di Telecom Italia Wireline Services, sull'adozione di nuove tariffe di interconnessione per gli ISP, che dovranno affiancarsi, senza sostituirsi, a quelle oggi in vigore.

Spetterà ai singoli ISP decidere se avvalersi o meno di quest'opportunità, tenendo comunque conto del fatto che il nuovo sistema consentirà agli utenti di navigare in Internet risparmiando alcune lire al minuto (cfr. Internet News, Riv. mensile, agosto 2001).

Non si deve dimenticare, infatti, che ad oggi diversi ISP hanno aderito ad un'altra offerta di Telecom Italia relativa alla retrocessione dei ricavi da traffico dial-up diretto ad Internet, c.d. Offerta di Revenue Sharing, dove il metodo di connessione dial-up, tramite infrastruttura di telefonia fissa (doppino in rame), è quello tradizionalmente utilizzato dagli utenti residenziali che accedono ad Internet ed ha una tariffazione a tempo della chiamata, generalmente a tariffa urbana. Al contrario l'accesso a larga banda consente una connessione stabile (always on), non è tariffato a tempo e può essere realizzato via cavo, via filo, con ADSL su doppini in rame, o in futuro via radio.

La suddetta Offerta di Revenue Sharing è nata da un Accordo raggiunto nel settembre del 1999 tra l'Associazione Italiana degli Internet Provider (AIIP) e Telecom Italia, in base al quale quest'ultima assicurava agli ISP in grado di generare un traffico superiore ai 292.000 minuti al mese una tariffa di retrocessione (c.d. revenue sharing) di 14 lire/minuto in Peak Time e 8,5 lire/minuto in Off-Peak Time - corrispondente ad un valore medio di 11 lire/minuto - per ogni minuto di traffico terminato su sue numerazioni, direttamente o indirettamente intestate agli ISP (abilitati ex artt.4 o 5 D.P.R.420/95 o ex art.6.1 D.P.R.318/97), sulle quali erano attestati i POP utilizzati esclusivamente per traffico Internet.

Per il periodo che andava dal 1° gennaio 1998 al 31 agosto 1999, tutti gli ISP potevano ottenere un rimborso di 11 lire/minuto per tutto il traffico generato senza limiti inferiori.

Quest'Accordo, entrato in vigore dal 1° settembre 1999 e scaduto il 31 agosto 2000, è stato superato dal nuovo a partire dal 1 ottobre 2000, in base al quale, Telecom Italia riconosce una revenue sharing che va da un minimo di 6 lire/minuto ad un massimo di 9 lire/minuto purché il traffico terminato complessivamente sui numeri telefonici dichiarati dagli ISP sia uguale o superiore a 417.500 minuti al mese.

A titolo di contributo annuale per spese di gestione, gli ISP da parte loro riconoscono a Telecom Italia un corrispettivo pari a 500.000 lire per ogni numero telefonico dichiarato e su cui Telecom Italia rileva il traffico.

Di recente, infine, Telecom Italia ha affiancato all'Offerta di Revenue Sharing la nuova offerta E@sy IP che realizza la conversione del traffico Internet dial-up originato dai clienti dell'ISP/OLO (Other Licensed Operators, titolari di licenza individuale e abilitati ex artt.6.1 e 6.6 D.P.R. 318/97) in traffico IP ed assicura il successivo trasporto nazionale ed internazionale.