Articoli e dottrina
 
   
 

Gli ISP alter ego degli OLO: art.22 VS Testo Unificato 

a cura di Alessandra Toma

E' da qualche tempo, ormai, che non si sente parlare d'altro che della tanto sospirata equiparazione degli Internet Service Provider ("ISP") agli operatori licenziatari di telefonia vocale o Other Licensed Operator ("OLO").

Dai quotidiani e dalle riviste specializzate nel settore dell'Information & Communication Technology, nonché dai siti web interessati all'evoluzione normo-operativa di Internet, sembra che la panacea di tutti i mali sia l'art.22 del Disegno di Legge ("DDL") collegato alla manovra di finanza pubblica 2002.

Quello stesso disegno che aveva spinto la IX Commissione ("Trasporti, poste e telecomunicazioni") ad interrompere nel mese di novembre 2001 i propri lavori nella convinzione che il Governo prendesse in mano le redini della situazione e portasse avanti il progetto all'esame della Camera con una grossa sterzata (vedi approfondimenti nel precedente articolo "Equiparazione economica degli ISP agli OLO sul listino di interconnessione").

Si, ma cos'è veramente questo art.22? E in cosa differisce, se differisce, dal Testo Unificato sulla "Disciplina relativa alla fornitura di accesso ad Internet"? E' quanto ci siamo domandati e per trovare una risposta abbiamo deciso di metterli a confronto, ma prima consentiteci di fare qualche premessa .

L'art.22 è contenuto nel DDL n.2031 presentato alla Camera dei Deputati il 28 novembre 2001 dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e dal Ministro delle attività produttive, A.Marzano, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, Giulio Tremonti, e da quest'ultima assegnato alla X Commissione ("Attività produttive"), previo parere favorevole della V Commissione ("Bilancio, tesoro e programmazione") datato 19 dicembre 2001. 

Art.22 (Servizi Internet)

1. I fornitori di servizi INTERNET (INTERNET Service Provider), autorizzati ai sensi del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.103, e del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 1995, n.420, nonché ai sensi delle successive delibere dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, hanno diritto a fruire delle condizioni economiche applicate agli organismi di telecomunicazioni titolari di licenze individuali, sulla base di listino di interconnessione pubblicato da un organismo di telecomunicazioni notificato quale avente significativo potere di mercato (SPM).

2. Gli accordi di interconnessione tra i fornitori di servizi INTERNET ed un organismo SPM sono stipulati in conformità con le disposizioni del decreto del Ministro delle comunicazioni in data 23 aprile 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.133 del 10 giugno 1998. 3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche nel caso in cui i fornitori di servizi INTERNET decidano di applicare le tariffe a canone per connessione temporale illimitata anziché quelle a tempo di connessione, e comunque per ogni altro tipo di tariffa. 4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano riconoscendo le eventuali condizioni di miglior favore rispetto a quelle contenute negli accordi in atto tra associazioni di fornitori di servizi INTERNET e gestori di reti di telecomunicazioni, per il periodo di tre anni a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Testo unificato 

1. Gli operatori autorizzati ai servizi di trasmissione dati e accesso ad Internet (Internet service provider) ai sensi del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.103, e del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 1995, n.420, nonché ai sensi della delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n.467/00/CONS del 19 luglio 2000, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.184 dell'8 agosto 2000 e delle successive delibere, hanno diritto a fruire, per l terminazione di chiamate provenienti dalla rete pubblica e dirette ad Internet e per la fornitura delle infrastrutture e dei servizi di telecomunicazioni necessari per lo svolgimento delle attività alle quali sono abilitati, delle condizioni economiche applicate agli organismi di telecomunicazioni titolari di licenza individuale sulla base dell'offerta di interconnessione di riferimento pubblicata da un organismo di telecomunicazioni notificato quale avente significativo potere di mercato (SPM), secondo criteri definiti dalla medesima Autorità per le garanzie nelle comunicazioni entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Gli accordi di accesso, di co-locazione, di interconnessione e di fornitura di circuiti diretti, anche parziali e semicircuiti, tra gli operatori autorizzati ai servizi di trasmissione dati e accesso ad Internet e un organismo SPM sono stipulati in conformità alla normativa vigente e alle delibere dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. 3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano per ogni tipo di tariffa applicata dagli operatori autorizzati ai servizi di trasmissione dati e accesso ad Internet. 4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano per il periodo di tre anni a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.

L'impegno del Governo prende origine dal Documento di Programmazione Economico-Finanziaria ("DPEF") 2002-2006 che gli assegna il compito di provvedere al recupero di competitività del "sistema Italia" (vedi relazione al progetto di legge n.2031). E proprio per favorire il nascere e lo svilupparsi delle piccole e medie imprese (PMI) il Capo VI dell'Atto C2031 (artt.22-25) è stato dedicato alle "Misure di adeguamento a disposizioni comunitarie in tema di concorrenza". Nel suo ambito, l'art. 22 è volto ad agevolare la concorrenza tra ISP e OLO e la diffusione dell'accesso free in Internet, basandosi sull'assunto che gli operatori licenziatari, a differenza dei Service Provider, hanno tutti gli interessi a garantire l'accesso gratuito alla rete INTERNET potendo beneficiare dei ricavi da traffico telefonico.

Al contrario gli ISP - a fronte di costi certi - hanno come unica fonte di guadagno, per un accesso free in Internet, la c.d. Revenue Sharing, che è solo una percentuale sui minuti di connessione telefonica ai POP dichiarati dal singolo Service Provider.

La norma - si legge nella relazione - si propone di eliminare questa disparità . mediante l'estensione agli ISP della disciplina di interconnessione utilizzata dagli operatori con licenza individuale.

                Dal canto suo, la IX Commissione, dopo l'iniziale sospensione dei lavori nel novembre 2001, il 13 dicembre 2001 ha ripreso l'esame del TESTO UNIFICATO che si riproponeva, nell'ottica comune dei suoi ideatori, la tutela degli ISP ai fini di una diffusione della cultura informatica fra gli italiani, in particolare nelle zone disagiate del Paese (quindi dell'accesso free), della nascita di nuove imprese e della creazione di nuovi posti di lavoro.

Dal confronto delle due proposte emerge molto chiaramente che le Commissioni si stanno muovendo nella stessa direzione, a maggior ragione se si tiene conto del fatto che gli emendamenti presentati dal Governo alla IX Commissione, nel corso della seduta del 18 dicembre 2001, porterebbero ad allineare il Testo unificato all'art. 22 non solo sostanzialmente, ma anche formalmente (non bisogna dimenticare, infatti, che nel normale iter legis è prevista la partecipazione del Governo all'istruttoria e all'elaborazione delle proposte di legge).

Sia in un senso che nell'altro lo spirito della norma è il seguente:

a) il comma 1 fissa l'equiparazione ISP-OLO;

b) il comma 2 estende le disposizioni di cui al decreto del Ministro delle Comunicazioni 23 aprile 1998 agli accordi di interconnessione ISP-SPM;

c) il comma 3 applica i commi 1 e 2 indipendentemente dal tipo di tariffa proposta dagli ISP (flat rate; a consumo ecc.);

d) il comma 4 applica le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 per il periodo di tre anni dalla data di entrata in vigore della legge in esame.

A questo punto ci domandiamo fino a quando avrà senso continuare a portare avanti i lavori relativi allo "stesso" progetto di legge su due tavoli diversi, come questi ultimi procederanno e quando verranno approvati gli emendamenti presentati dagli esponenti dei vari partiti nel corso delle sedute, augurandoci che in un tempo non troppo lungo si riesca a vedere la luce!

 Roma, 23 gennaio 2001